Storia

Altitudine: 576 mVista aerea di Rotondella (Matera)
Abitanti: 2966 (agg. 30.09.2008) - Centro Collinare 1650; Rione Mortella 150; Rotondella Due 270; Agro Rotondellese 869
Superficie: 77 km/q
Distanza dal capoluogo (Matera): 93 km
Santo protettore - Sant'Antonio da Padova, celebrato il 13 giugno
Etimo - L'antico nome era Rotunda Maris.Il toponimo Rotunda,secondo Racioppi,deriva da ruderi antichi di forma rotonda,mente l'aggettivo "maris" serviva per distinguere il paese di Rotonda in provincia di Potenza. Il toponimo potrebbe essere anche un omonimo. Gli abitanti si chiamano rotondellesi
Origine attestata: Il territorio dell'odierna Rotondella risale alla media Età del bronzo a seguito del rinvenimento di resti di un insediamento del 1500 a.C., venuto alla luce nell'area di Piano Sollazzo
Stemma: Nella Storia dei Popoli della Lucania e della Magna Grecia, lo storico Giacomo Racioppi così descrive lo stemma di Rotondella: Tre monti ed una cometa col motto Rotunda Maris Lucaniae Magnae Greciae. In una successiva pubblicazione edita nel 1910, curata dal materano Giuseppe Gattini, si legge: “d’azzurro ad un monte di tre cime, 2 ed 1 di verde, movente dal mare in punta d’argento posta in banda nel 1° cantone”.
Negli anni Quaranta, gli amministratori dell’epoca misero nel cassetto il vecchio stemma e ne crearono uno nuovo: Tre monti in banda rossa con un leone rampante. Dal 1997, con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, si è ritornati al vecchio stemma: “Tre monti che muovono dal mare con in alto una cometa”. Vedi lo stemma
Gonfalone:drappo di bianco, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrzione centrata in argento,recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto bianco, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento

******

Il territorio di Rotondella, per la sua posizione geografica, è stato crocevia di scambi e di culture. Fu abitato sin dal 1500 a.C. e fu parte integrante della Siritide, un' area molto vasta che andava dal mar Ionio al massiccio del Pollino,dapprima sotto l'egemonia di Siris e poi di Eraclea. Sulla base di alcune scoperte archeologiche alcuni ricercatori ipotizzano che l'area di San Pietro in Trisaia (a ridosso della statale 106), oggi occupata quasi interamente dal centro Enea, sia stata occupata in età ellenistica da una vasta necropoli, con tombe a inumazione e a incinerazione, e sia stata un centro commerciale in funzione della zona portuale di Siri.Intorno al IV secolo a.C. i romani cominciarono a penetrare nel territorio lucano,avviando la nostra regione verso un futuro di perifericità e di subalternità a Roma. L'avidità dei conquistatori e la resistenza delle popolazioni locali portarono all'impoverimento economico, culturale e sociale della regione.

Con i bizantini si assistette all'impianto di nuovi insediamenti sui territori da tempo abbandonati mentre notevole importanza assunsero alcuni centri, tra cui Rotondella, per la difesa del territorio. In effetti, Rotunda Maris, l'antico nome del paese, era un luogo abitato nei secoli XII, XIII e XIV sia pure di non rilevante importanza, ed è citato in vari documenti. In età angioina, nel Registro dei Baroni compilato tra il 1154 e il 1168, Rotunda Maris era un feudo di Riccardo di Chiaromonte. Anche Rotunda Maris è presente nei cedolari delle tasse angioine del 1276 e in quelli del 1320,ma non più nei cedolari del 1415 avvalorando l'ipotesi che tra queste due date sia avvenuto lo spopolamento di Rotunda Maris, a causa delle peste del 1348, dell'infelicità del luogo e della crisi economica e demografica del Trecento. Non altri documenti che testimoniano la presenza di Rotunda Maris e di Trisaia (Terra dei Tre Santi). Nel 1282 gli abitanti di Rotunda Maris e di Trisaia dovevano provvedere alla manutenzione del castello di Policoro, all'epoca vero centro amministrativo dell'area.

Al tempo della dominazione aragonese appartenne ai Del Balzo-Orsini, ai Senseverino e ad altri signori.Tra tutte,la famiglia Sanseverino, soprattutto, rappresentava l'aristocrazia feudale e riscoprì un ruolo non secondario nelle vicende dell'Italia Meridionale,perchè questa famiglia seppe destreggiarsi abbastanza bene nei conflitti tra normanni,svevi e angioini per diventare sempre più potente attraverso matrimoni,parentele e amicizie.Tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo le campagne si spopolarono, vaste aree un tempo floride vennero abbandonate poichè non si poteva più vivere indifesi e lontani dai centri fortificati.In questo periodo infatti non si hanno più notizie di Trisaia e di Rotunda Maris che perirono tra il 3210 e il 1415 per poi tornare luoghi abitati nel 1515.Infatti da un documento relativo a un processo e risalente alla fine del XVI secolo si evince che Rotunda era una difesa, cioè era disabitata.Del resto sia Trisaia che Rotunda erano state concesse come luoghi non abitati ai Senseverino. Dell'antico centro di Rotunda Maris, esistente nei secoli XII-XIV distito dall'altro centro abitato di Trisaia, non era rimasto che il nome di Rotunda, con cui veniva designata la difesa.Ma proprio in quegli anni,il principe di Salerno,Ferante Sanseverino,stava costruendo sulla collina un palazzo fortificato per controllare il territorio, sfruttato prevalentemente ai fini della pastorizia.Del palazzo rimane oggi la cosiddetta torre del carcere.Intorno a tale palazzo si raccolsero o primi abitanti.Intorno a tale palazzo si raccolsero i primi abitanti.Intorno alla nascita del paese ci sono sicuramente testimonianze; la più autentica è quella di Don Francesco Antonio Stigliano che di suo pugno scrisse che nell'anno 1518 "se acomenzò ad habitar la terra de la Rotunda".Nel cedolario del 1536 per non generare confusione,poichè esisteva già in provincia di Potenza un paese chiamato Rotonda, si decide di chiamare il paese Rotondella perchè più piccolo.Dai Sanseverino il feudo di Rotondella passò alla famiglia Agnesi che apportò notevoli contributi allo sviluppo del paese.Della famiglia Agnese si distinse Astorgio Junior per volere del quale,tra il 1650 e il 1661, fu edificato il monastero francescano di Sant'Antonio da Padova.

I francescani abitarono il convento fino al 1862 quando divenne proprietà dello stato.Nel 1736 a Rotondella si verificò la prima occupazione dei terreni demaniali e iniziarono le proteste contro i soprusi dei baroni.Per tutta la seconda meta del Settecento le famiglie emergenti rotondellesei erano riuscite a consolidare la loro posizione spesso in un clima di arbitrii, violenze e soprusi.

Nel 1700 Rotondella visse momenti di tensione e di violenza,non tanto per i contrasti tra filoborbonici e giacobini,quanto per la conquista e la gestione del potere locale.Protagoniste furono le varie famiglie emergenti, cresciute nell'ombra del clero e dei feudali.Dal mese di Febbraio fino ad Aprile del 1799 a Rotondella venne innalzato l' "albero della libertà", si susseguirono tre municipalità,una sommossa popolare(che culminò con l'assalto alla famiglia Albisinni, poichè la famiglia a Napoli aveva protestato contro la prima municipalità del paese),l'uccisione del presidente della prima municipalità Gaetano Manolio, e il tentativo,da parte dei più radicali, di resistere all'armata sanfedista.Durante la dominazione francese Rotondella diventò sede di circolario e,successivamente all'Unità d'Italia, di mandamento.Gli scontri interni alla società rotondellese proseguirono nel decennio francese tra gli Albisinni e le famiglie a essa legate, da una parte, e, dall'altra,un nuovo ceto che per anni aveva subito i soprusi di questa famiglia. Tra il 1807 e il 1808 nel territorio di Rotondella ci furono numerose scorrerie della banda Pagnotta,composta da un'ottantina di briganti.Le vicende legate al brigantaggio imposero agli amministratori locali,per salvaguardare la popolazione,di costruire delle mura e l'ingresso alla città era limitato a due sole porte. Nel Decennio Francese (1806/1816), Rotondella diventa sede di Circondario (successivamente Mandamento); ciò significa la presenza di nuovi uffici che opereranno in una dimensione comprensoriale e di conseguenza anche il trasferimento di nuove pratiche e di nuovi poteri. Un ulteriore sviluppo dell'impianto urbano si avrà nel periodo post-unitario ed esso non conoscerà soste sino al periodo 1960/1980 con l'occuopazione degli ultimi spazi vuoti. Infatti, dopo l'avvenuto processo di unificazione e con la realizzazione della rete ferroviaria che rompe secoli di isolamento e comporta uno sviluppo di rapporti e di commerci, per Rotondella assume sempre di più importanza il potenziamento dei vari e vecchi "uffici" comprensoriali, oltre ad essere tappa obbligata, attraverso la SS Sapri-Jonio, per i collegamenti tra la stazione ferroviaria di Nova Siri ed i centri della valle del Sinni sino a Lagonegro, all'epoca capoluogo del Distretto.
Oltre metà del paese verrà costruito tra la seconda metà del '800 sino ai recenti anni '90. L'arrivo di nuovi nucle familiari da paesi della vicina Puglia, da quelli del Mandamento e dalla Val d'Agri, genera un nuovo e complesso corpo sociale formato da artigiani, muratori, ca ommercianti, braccianti e impiegati degli uffici statali.
Notevole importanza, a supporto di questa crescita, avranno le rimesse dei rotondellesi emigratii sia negli USA che in Argentina. Rotondella resterà sede mandamentale per circa 180 anni, sino alla recente riorganizzazione (anni '90) dei diversi uffici, perdendo così una centralità ed una importanza mantenuta per oltre due secoli.
Con la bonifica integrale della piana del Metapontino,completata negli anni Cinquanta del Novecento, centinaia di nuclei famiiliari si è trasferita verso Policoro e Nova Siri. Rotondella ha sviluppato un'agricoltura incentrata soprattutto sulle colture intensive,quelle frutticole,che l'hanno portata fra i centri meridionali più importanti nell'esportazione verso i mercati nazionali ed europei

(alcune informazioni sono state tratte da "Rotondella Guida Storico-Turistica" a cura della Pro Loco)

 

Share this post!!!