Cosa Visitare

tavoleRotondella si trova in Basilicata, al confine con la Calabria e in provincia di Matera. I luoghi turistici di interesse a pochi chilometri da Rotondella sono numerosi. Dalle tavole Palatine di Metaponto ai famosi Sassi di Matera (Patrimonio UNESCO). Per avere informazioni su cosa visitare nei dintorni, visita la sezione Itinerari



A Rotondella  invece i monumenti e le chiese che puoi visitare sono:

  • Le “Lamie”

Vista esterna delle "Lamie" - Costruzione tipica di Rotondella (Matera)

Le "Lamie" costruite nel XVIII secolo: sono robusti pilastri in pietra che sostengono una struttura di mattoni con volte a crociere  su cui poggiano anche le case.
Generalmente con il termine "Lamie" a Rotondella si intendono le "Lamie di Bitonte" (nella foto).
Ma la struttura architettonica è utilizzata in molte abitazione.

Galleria fotografica: le Lamie

 

  • La Chiesa di Santa Maria delle Grazie

La chiesa parrocchiale Santa Maria delle Grazie è stata costruita alla fine del 1500 ed aperta al pubblico nel 1587. Una chiesa inizialmente dalle dimensioni modeste che era costituita dalla sola navata centrale, più corta di quella attuale.Nei primi anni del 1600 fu completata con la costruzione delle cappelle laterali, finanziata da alcune famiglie rotondellesi. Sorse per opera del Cantore Don Geronimo Stigliano, dei suoi familiari e di tutti i cittadini di Rotondella. La chiesa fu ingrandita tra il 1750 e il 1755 perché insufficiente per la popolazione; il progetto fu redatto dall’architetto Domenico Faggiani. L’ampliamento consistette soprattutto nel portare avanti la facciata che in origine era allineata al campanile. Allora la popolazione la dotò di un organo e di un orologio situato in una piramide con cui finiva il campanile. Il campanile fu ricostruito nel 1802 nella stessa forma, ma danneggiato dal terremoto del 1857 fu privato della piramide e dell’orologio.
Nella chiesa avveniva la sepoltura dei cadaveri, nel 1832 risultò insufficiente a causa delle epidemie, per questo la sepoltura fu fatta nel convento fino alla costruzione del Camposanto, avvenuta all’ inizio del nostro secolo.
All'interno, sulla destra dell'ingresso, si può ammirare un'acquasantiera in pietra, a forma di conchiglia, con piedistallo. Sul fondo dell'acquasantiera, scolpito in rilievo, un serpente, a significare il peccato originale. Sulla destra, nelle edicole votive sono conservate statue lignee risalenti al '700 e raffiguranti San Leonardo e Sant'Antonio Abate, la madonna dell'Addolorata (statua manichino), San Giuseppe e Santa Teresa del Bambino Gesù, entrambi realizzati in cartapesta e risalenti al secolo scorso.
Sulla sinistra sono disposte la statua lignea di Santa Filomena (sino alla seconda metà del '800 protettrice di Rotondella, insieme a S.Antonio da Padova) risalente al '700 e recentemente restaurata, le statue in cartapesta dei Santi Medici (XX secolo) e quella dell' Immacolata, una scultura in legno policromo risalente al'700 e quella più antica di Santa Maria delle Grazie realizzata nel secolo precedente, cioè nel periodo in cui il paese iniziava a prendere corpo intorno alla Torre sanseverinesca.
Sull'altare sono disposte la statua manichino della Madonna del Rosario e la scultura, realizzata in cartapesta, del Cuore di Gesù. Nella chiesa sono conservate anche due quadri risalenti al XVIII secolo di autore ignoto che raffigurano la Madonna con il Bambino e La Madonna, il Bambino e gli Angeli che suonano. 

Galleria fotografica: Chiesa di Santa Maria delle Grazie

  • La chiesa di Sant’Antonio

Il convento Francescano di S. Antonio da Padova costruito nel 1650, fu l’ultimo dei monasteri francescani in Basilicata. Sorse per volere del proprietario del feudo di Rotondella il nobile napoletano Astorgio Agnese come si può leggere nell’epigrafe sul portale. Sullo scudi si osserva lo stemma dalla famiglia Agnese, formato da due spade disposte a croce di Sant’Andrea, con la punta rivolta verso il basso. Sullo scudo c’è anche lo stemma della famiglia Capece Piscicelli cui, apparteneva la moglie Claudia. Alla sua morte, avvenuta nel 1660 il convento non era stato ancora ultimato. A lavori ultimati vennero chiamati alla gestione del Convento otto frati francescani.S. Antonio fu scelto come protettore del paese nel 1745, in seguito la festività diventò più importante. Il Convento fu soppresso nel 1808, come risulta da un verbale firmato dal sindaco Giuseppe Petrosino, da Fra Egidio e dal governatore Francesco Grassi. La chiesa fu utilizzata per la sepoltura dei morti. Nel 1886 i Ruderi del convento dovevano essere acquistati dal comune di Rotondella a trattativa privata per utilizzarli, dopo averli ristrutturati come sede del carcere mandamentale. Parte dei locali che erano stati utilizzati per più di mezzo secolo come sede dei reali carabinieri, vennero abbandonati nel 1935 a causa dello stato precario.Nel 1949 don Michele Tridente,  allora parroco di Rotondella chiedeva la retrocessione del locali ex – conventuali per uso casa parrocchia. I portici circondavano il chiostro, al cui centro si trovava la cisterna. Di stile barocco con pregevoli stucchi sugli altari laterali, custodisce statue lignee e quadri veramente pregevoli. Sugli stucchi oltre ad essere raffigurati gli stemmi delle famiglie Capece Piscicelli è raffigurata l’aquila bicipite perché gli Agnese vantavano una origine germanico – normanna. La chiesa è stata ristrutturata sul finire degli anni ’80. Recentemente sono stati costruiti i locali di ministero pastorali con casa Canonica, inaugurata il 12 Giugno 1990 da Monsignor Rocco Talucci.La facciata semplice richiama un tempio greco con lesene e trabeazione, interrotta da un portale e da due finestre laterali. L'interno, a destra dell'ingresso, conserva un' acquasanta in pietra, su piedistallo finemente scolpito, a forma di conchiglia. Nel fondo della vaschetta, contenente l'acqua santa, è raffigurato un serpente, simbolo del peccato originale. Nelle sei edicole si trovano le statue di San Francesco d'Assisi (in legno policromo), di San Pasquale Baylon, Santa Rosa da Lima, mentre due tele di autore ignoto raffigurano Santa Lucia e San Rocco. Al 1796 risalgono i mobili realizzati in noce per la conservazione degli arredi sacri che sono stati ristrutturati insieme al Coro e ad un tavolo da refettorio con intarsi. Parte del restante arredamento risale alla seconda metà del '600.

Galleria fotografica: Chiesa di S.Antonio

  • Chiesetta dell'Annunziata

Si ritiene che questa Chiesa esistesse già ai primi del ‘600 come edicola votiva e che venne ampliata agli inizi del ‘700. Risulta essere di jus-padronato dell’ Università (l’odierno Comune) di Rotondella. Grande è stata, in passato, la devozione dei rotondellesi verso la Madonna dell’Annunciazione. Nel giorno della sua festività si teneva una piccola fiera nell’area circostante, occupata successivamente da abitazioni private, oggi in completo stato di abbandono. All’Annunziata era stata creata, nei primi anni del ‘700 la Congregazione dei Laici che promosse e gestì sino alla fine del secolo successivo il Monte Frumentario, una banca in natura che prestava sementi ai coloni poveri di Rotondella. Sempre presso l’Annunziata esisteva un’altra Congregazione, quella del Sacro Vangelo che erogava contributi economici alle ragazze povere che dovevano sposarsi.

Galleria fotografica: Chiesetta dell'Annunziata

  • Chiesetta di San Rocco

L’origine di questa cappella, situata nelle adiacenze della balconata di Piazza della Repubblica, viene fatta risalire alla fine del ‘600, dopo la terribile peste che sconvolse questo secolo a più riprese, per volere della famiglia Fortunato, ed a questi tragici eventi che funestarono l’intero Regno di Napoli si deve la scelta di dedicare questo minuscolo e prezioso luogo di culto al Santo Taumaturgo. La chiesetta, interessata di recente ad un completo intervento di ristrutturazione, viene citata in diversi documenti e sorgeva extra-moenia, fuori dal perimetro urbano, inserita in questo solo in tempi recenti, considerando che lo stesso Palazzo degli Uffici  è stato costruito solo nella seconda metà degli anni Cinquanta.

Galleria fotografica : Chiesetta di San Rocco

  • La cappella della Madonna del Carmine

Questa piccola Cappella, edificata nei primi anni del '700, probabilmente per volere della famiglia La Guardia, viene citata come Cappella dell'Anima del Purgatorio nella Relazione Gaudioso del 1735. Verso la metà del 1800, la famiglia Tucci, tentò, senza grande fortuna, d idare vita ad un piccolo Monte frumentario, antica istituzione che serviva a prestare sementi ai coloni poveri o in difficoltà. La Cappella è situata fuori dall'abitato di Rotondella e da essa ha certamente preso la denominazione il Quartiere Purgatorio nonchè "la strada lungo il pendio della collina" definito "Petto del Purgatorio" come scrive il prof.Giovanni Montesano.
Nella chiesa è conservata la statua della Madonna del Carmine (o del Carmelo) i cui festeggiamenti avvengono il 16 luglio. Pur nella sua semplicità, la chiesetta ha rappresentato un elemento importante nella religiosità dei rotondellesi in considerazione di essere situata nei pressi di una mulattiera (quella del Purgatorio) che contadini e braccianti percorrevano quotidianamente per recarsi nella piana di Trisaia o nell'area di Caramola che costeggi il fiume Sinni.

Galleria fotografica: Cappella della Madonna del Carmine

  • Il Casale di S.Laura

Nel XVI secolo nel pianoro di Trisaia si svilupparono i villaggi di S.Laura e S.Lucia, andati successivamente distrutti. Allo stesso periodo risale la presenza di una folta comunità albanese che si era trasferita nel villaggio di S.Laura da Farneta,un piccolo borgo attiguo a Oriolo, nel Cosentino.
Oggi l'antico casale di Santa Laura è diventato una piccola chiesa, che ospita ogni anno, il 25 aprile, la statua di Sant'Antonio protettore dei "massàre" (massari). Accanto al casale si trovava una grande fontana d'acqua potabile, dove gli abitanti delle contrade vicine si recavano per attingere l'acqua che serviva loro per bere e per le faccende domestiche. la credenza popolare vuole che questo casale abbia la sua leggenda e soprattutto..il suo fantasma! "Dopo la morte della famiglia reale, il casale rimase disabitato, o meglio abitato dagli spiriti della famiglia. Una notte i vicini del casale furono svegliati da un suono di campane e da un brusio. Si affacciarono alle finestre e videro sul balcone del casale una donna che cantava. Dopo qualche minuto, la donna si trasformò in un bianco coniglio,si mise a camminare sul davanzale,e si trasformò ancora,in una bianca colomba. E volando attraverso gli infissi rientrò poi nel casale. I vicini rimasero turbati e meravigliati per questo prodigio, che non si concluse lì ma che continuò a ripetersi anche nelle notti successive! Tutti si convinserò così che quell donna, o meglio quel fantasma, fosse lo spirito di uno dei conponenti della famiglia reale che un tempo aveva abitato quel casale".

  • La torre del carcere

La torre del carcere è ciò che rimane della torre di avvistamento, fatta costruire nel 1518 dal principe di Salerno, Ferrante Sanseverino.  Intorno a questo forte fu costruito il palazzo baronale dove vivevano gli ufficiali del principe e intorno al quale si raccolsero i primi abitanti attratti dalla possibilità di ottenere un pezzo di terreno da coltivare. Del palazzo costruito dal Sanseverino rimane, nella sua integrità la torre del carcere, poiché il resto della costruzione è stato abbattuto e ricostruito nei primi anni del 900.I primi abitanti furono tre ufficiali che riscuotevano le fide e diffide dei pascoli delle difese di Rotunda e Trisaia. Dal principe di Salerno passò alla famiglia Agnese del Cardinale e poi al duca di Ielsi della famiglia Carrafa. È stata sede del carcere fino a pochi anni fa, all’inizio del 1800 fu trasferito al convento.Nel 1900 è stato carcere mandamentale, dove i detenuti scontavano le pene minori o gli ultimi mesi di detenzione.Il carcere era diviso in due parti, una destinata alle donne e un’altra per gli uomini e poi una parte per il custode. Ci sono stati detenuti appartenenti alla mafia locale, alla mafia siciliana e molti altri. L’ultimo detenuto, di Stigliano, vi è stato nel 1997.Oggi la torre del carcere è stata ristrutturata ed è diventata biblioteca,la torre d'avvistamento è rimasta,da qui si può ammirare lo stupendo panorama della Calabria e quindi del Pollino.

Galleria fotografica: Torre del carcere
 

  • Palazzo Tucci - Cospito

I vari palazzi oggi esistenti furono costruiti dopo il 1770, quando a Rotondella si supera definitivamente la crisi del 1764, la produzione riprende il suo ritmo normale e la coltivazione della bambagia diventa molto redditizia.
Nel 1772 fu costruito il palazzo Tucci, l’attuale palazzo Cospito, dal sacerdote don Domenico Antonio Tuccio e dal nipote, legale Francesco Antonio.
Gaetano Tuccio sposò Cesarea, la figlia primogenita di Francesco Antonio Albisinni.
Importante è il portale lavorato in pietra con lo stemma della famiglia.
 

  • Palazzo Ielpo

Il palazzo Ielpo, costruito agli inizi del 900, è il più recente di Rotondella. Sorge dove prima vi era la farmacia di Benedetta Laguardia, figlia dello speziale Giambattista e moglie di Francesco Antonio Albisinni.
Il palazzo, oggi disabitato, appartiene agli eredi Nicola (ex direttore della Zecca di Stato a Roma) e ai nipoti, figli di Vittoria e di Nino.
 

  • Palazzo Rondinelli

Il Palazzo, costruito alla fine del XVI sec. dalla famiglia Agnesi, è tuttora agibile. Nelle prossimità vi era una torre di difesa (la cosiddetta Torre del carcere) dotata di un ponte di legno che collegava le due strutture al fine di evitare gli attacchi dei Turchi. L'angolo estremo del Palazzo è abbellito dallo stemma di famiglia: due spade disposte a croce di S.Andrea con le punte rivolte verso il basso. Il palazzo originariamente si estendeva nella parte posteriore rispetto all'attuale ingresso, il quale era anticamente l'ingresso secondario; del palazzo, oggi in abbandono quasi totale, resta il portale monumentale dell'ingresso con lo stemma della famiglia Agnesi,dei Doria e l'aquila bicipite.

  • Palazzo Albisinni

Il Palazzo, edificato nel 1770, è in stile barocco con portali e finestre in pietra lavorata da scalpellini giunti da Rivello e da Padula.  Il palazzo si compone di molte stanze disposte su due piani, in una di esse si trova la cappella di San Gaetano destinata alle cerimonie religiose. Termina con un ampio terrazzo da cui si può ammirare tutta la costa Jonica.

  • Monumento ai Caduti

E' un monumento particolarmente significativo per i rotondellesi..perchè riporta i nomi di tutti i compaesani morti nella prima e nella seconda guerra mondiale. La commemorazione dei caduti ricorre il 4 novembre di ogni anno, data che ricorda la firma dell'armistizio tra Austria e Italia, avvenuta proprio il 4 novembre del 1918. Ogni anno a Rotondella, come in ogni paese e città d'Italia, vengono ricordati i patrioti morti in guerra con manifestazioni religiose e civili.

Galleria fotografica: Monumento ai caduti

 

(Alcune informazioni sono state tratte da "Rotondella Guida Storico-Turistica" a cura della Pro-Loco e da "Rotondella in girotondo")

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