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Rotondella

..un piccolo paesino immerso nel verde e a pochi passi dal mare..
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Notizie da Rotondella

28/2/10, risultati »»
risultati
9ª GIORNATA 28/02/2010      
Balvano Pietragalla 1 - 6
Bella Real Irsina 1 - 0
Grottole L. Montescaglioso 0 - 0
Lagopesole BLN Pignola 0 - 3
Moliterno Rotondella 4 - 0
Pescopagano At. Scanzano 4 - 1
Santarcangiolese Miglionico 2 - 0
S. Lagonegro Varisius 0 - 1

 

Recuperi 03/03:

Bella-Rotondella
Moliterno-Pietragalla
Pescopagano-Miglionico
Lagonegro-Real Irsina

23/2/10, "Perché ci hanno assolti". Intervista... »»
"Perché ci hanno assolti". Intervista...

Finalmente parliamo con lui. Per quasi tre anni abbiamo letto le sue lettere, guardato le sue foto, immaginato la sua disperazione. Adesso ascoltiamo anche la sua voce. Angelo Falcone è un ragazzo libero da poco più di due mesi, dopo circa tre anni di carcere in India per un?accusa di spaccio di stupefacenti. Lo ha assolto, il 3 dicembre scorso, l?Alta Corte di Shimla, che ha ribaltato la condanna a dieci anni inflitta nell?agosto 2008 da un altro tribunale indiano.

Libero? Si fa per dire, in verità. Angelo è ancora obbligato a rimanere in un paese che non è il suo, quel paese che è diventato nel suo Inferno. Almeno fino al prossimo 3 marzo, giorno in cui scadranno i novanta giorni concessi all?accusa per presentare un eventuale nuovo ricorso. Se non accadrà, Angelo e Simone (l?amico piacentino arrestato con lui) potranno finalmente chiedere il passaporto e fare ritorno in Italia. In questi giorni Angelo si è concesso una vacanza, dopo aver trascorso a Nuova Delhi il mese di dicembre, dove lo ha ospitato la giornalista free lance Maria Grazia Coggiola, che nei mesi scorsi si era occupata del suo caso. Adesso si trova in una regione del sud dell?India, sulle coste dell?Oceano Pacifico, il più lontano possibile dai luoghi ?caldi? della sua triste vicenda.

Cominciamo dalla fine, dal momento in cui avete ascoltato in tribunale la sentenza tanto attesa?

Ma quale tribunale? In India gli imputati non sono presenti alla pronuncia della sentenza. Erano le due di notte, noi dormivamo. A un certo punto due guardie ci hanno svegliato e ci hanno fatto la festa. <> Noi, naturalmente, abbiamo subito pensato a uno scherzo. E invece era tutto vero.

Le guardie a festeggiare con voi?

Certo. In questi anni molti operatori del carcere sono diventati nostri amici. Ci chiamavano ?gli ospiti?. Qualcuno è arrivato addirittura ad offrirsi per farci il letto. Avevano rispetto per noi, forse anche per la risonanza del caso. Non so dire bene il perché, ma ci trattavano da signori.

Insomma, l?esatto contrario dell?immagine che si fa passare delle carceri indiane.

Guardi, in India, per le strade, non c?è certo un bello spettacolo. La gente muore di fame e non ha certo i soldi per pagarsi le medicine. In carcere, almeno, il minimo indispensabile non manca. Qualcuno lo dice scherzando, ma forse è vero: si sta meglio dentro che fuori. Certo, non sono le condizioni dell?Occidente, ma in rapporto al tenore di vita che c?è da queste parti, assicuro che siamo stati benone.

E allora non è vera la notizia secondo cui dormivate per terra?

Altroché. No, no, quello è vero. Si dorme a terra con sette coperte. Ma è il regolamento, per il resto si sta benone, ripeto.

E tutti i luoghi comuni sull?igiene, le malattie delle carceri indiane?

Lasci perdere. In carcere c?è molta più pulizia che all?esterno.

Dopo i bei momenti passiamo a quelli più brutti. Come avevi reagito alla notizia della condanna a dieci anni in primo grado, nell?agosto scorso?

Guardi, ho vissuto dei momenti così brutti e pensato a cose tanto spaventose che preferisco non parlarne. Le chiedo questa discrezione?

Certamente. Torniamo alla sentenza di assoluzione. Più di qualche aspetto lascia perplessi. Voi avete accusato i poliziotti di tentata estorsione, loro hanno negato. Viene da chiedersi se in seguito alla vostra assoluzione ci sarà una conseguente imputazione dei poliziotti.

Macché, questo non succederà mai.

E allora ci spieghi, su che base vi hanno assolti?

Nella sentenza risulta che l?arresto sarebbe stato caratterizzato da una serie di vizi formali. I poliziotti, insomma, non avrebbero agito secondo le regolari procedure.

In che senso?

Le faccio qualche esempio, tra quelli che la Corte ha fatto rilevare. I poliziotti, nel verbale di arresto, indicano come orario di arresto le 5,30, come orario della perquisizione le 4,45. Una circostanza non plausibile rispetto alle loro dichiarazioni: avrebbero dovuto prima effettuare l?arresto e poi, eventualmente, perquisire. Un altro esempio sono i campioni di laboratorio: quelli indicati dai poliziotti avevano una sigla diversa da quella che appare in laboratorio. Incongruenze del genere, insomma.

Sembrano circostanze piuttosto palesi. Come mai, allora, non si era accorto di tutto questo il giudice che in primo grado, nell?agosto 2008, vi aveva condannati a dieci anni?

Guardi, secondo me tutti questi elementi erano emersi con chiarezza anche nel primo processo. Perché non siamo stati assolti? Semplicemente perché qui si usa fare in questo modo: il giudice del primo grado, soprattutto quando si ritrova in mano un processo con grossi quantitativi di droga (nel nostro caso ce n?erano, secondo la polizia, ben 18!) tende a rimandare la responsabilità ai successivi gradi di giudizio. E? una sorta di regola non scritta. Ma già qualcuno, anche all?interno del tribunale, dopo la sentenza del 2008, ci aveva fatto capire come sarebbe andata a finire. Non potevamo dirlo pubblicamente, ma questa cosa ci ha lasciato sempre una certa speranza, anche se non sapevamo se crederci o meno.

E le cose, invece, come sono andate davvero?

Come abbiamo sempre dichiarato. Alle 9 eravamo in questa abitazione indiana dove sono arrivati i poliziotti, hanno perquisito e non hanno trovato nulla. Allora ci hanno portato in caserma ponendo problemi relativi all?affitto della casa e del passaporto e noi li abbiamo seguiti al ?commissariato?, convinti che i motivi fossero questi. Ci hanno presentato un foglio, nel quale credevamo di firmare questioni relative alla nostra nazionalità e invece si trattava di una confessione, quella che ci avrebbe condannati a tre anni di Inferno.

Quell?Inferno, adesso, potrebbe finire presto. Il 3 marzo, se l?accusa non presenterà un ricorso. Allora, e solo allora, Angelo potrà sentirsi finalmente libero.

Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata il 19 febbraio 2010

23/2/10, Caso Falcone: I contorni della vicenda in sintesi »»
Caso Falcone: I contorni della vicenda in sintesi

Si fa più chiara la nebulosa vicenda dell?assoluzione di Angelo Falcone e Simone Nobili. I due giovani erano stati arrestati il nove marzo del 2007 nell?Himacal Pradesh indiano. Nell?agosto del 2008 una sentenza in primo grado li aveva giudicati colpevoli e condannati a dieci anni. Nel dicembre 2009 un?altra corte ha ribaltato quella sentenza, ritenendo prive di fondamento le accuse della polizia nei loro confronti.

L?Italia aveva gioito con loro per l?assoluzione del 3 dicembre. Tante domande, tanti dubbi, però, erano subito venuti alla mente. A generarli, del resto, erano state anche le generiche dichiarazioni del Ministero degli Esteri, che aveva parlato di assoluzione senza neppure il minimo riferimento alla sentenza, al suo contenuto e alle sue ragioni.

Ci si chiedeva, infatti: su che base erano stati assolti? Perché la loro assoluzione non aveva condotto alla conseguente imputazione dei poliziotti, che i giovani avevano accusato di estorsione? E quali nuovi elementi aveva ravvisato l?Alta Corte rispetto a quella che, poco più di un anno prima, li aveva condannati a dieci anni? E perché, da uomini liberi, non potevano ancora lasciare l?India?

Tanti legittimi quesiti, ancora senza una risposta chiara. A diradare la nebbia, almeno in parte, arriva ora il racconto dello stesso Angelo. Ne sintetizziamo i contenuti, sempre in attesa di successivi riscontri, che abbiamo già chiesto all?ufficio stampa della Farnesina.

IL CONTENUTO DELLA SENTENZA DI ASSOLUZIONE ? L?Alta Corte di Shimla non ha accolto in tutto e per tutto la tesi della difesa e dei giovani, secondo cui Angelo e Simone sarebbero rimasti vittime di un tentativo di estorsione. Tale eventualità avrebbe comportato, come conseguenza, l?imputazione dei poliziotti autori dell?estorsione. La ragione dell?assoluzione pare essere, perciò, un rispetto non pieno delle procedure di arresto imposte dalla legge indiana.

LA PRECEDENTE SENTENZA DI CONDANNA ? Questa nuova assoluzione fa a pugni con l?esito della sentenza in primo grado che, nell?agosto del 2008, li aveva condannati a dieci anni di carcere. Come mai? Una spiegazione possibile arriva da Angelo. Si tratterebbe di una sorta legge non scritta dei tribunali indiani. Quando si tratta di quantitativi grossi, a quanto pare, i giudici tendono a rimandare la responsabilità all?Alta Corte. Sarebbe un modo per evitare frettolose assoluzioni per casi di un certo rilievo. E? un aspetto che in tanti avevano già fatto notare ad Angelo. Più di qualcuno, anche all?interno dello stesso tribunale, lo avrebbe fatto capire. ?Se si fosse parlato di poche dosi ? ci ha detto - saremmo stati assolti già nel 2008?.

LA PERMANENZA IN INDIA ? Perché Angelo e Simone non ritornano in Italia? I due italiani non possono lasciare il paese prima che siano trascorsi 90 giorni: è il tempo a disposizione dell?accusa per ricorrere contro la sentenza che li ha assolti. Quel termine è in scadenza il 3 marzo prossimo.

Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata il 19 febbraio 2010

23/2/10, Nova Siri: Mitidieri risponde alle accuse sulla... »»
Nova Siri: Mitidieri risponde alle accuse sulla...

Pronto un innovativo bando quinquennale

NOVA SIRI ? Non ha potuto trattenere un sentimento di stupore, quando gli è capitato tra le mani il volantino divulgato dal Pd nei giorni scorsi. Giuseppe Mitidieri, assessore comunale all'Ambiente, sapeva che il bando per la raccolta di rifiuti, da lui messo a punto nelle scorse settimane, era stato inviato per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea già da qualche giorno. Gli sarà parso perlomeno strana, perciò, la denuncia dell'opposizione, che qualche giorno dopo parlava dell'assenza di tracce in merito alla ?pubblicazione del bando". "Si vede che erano distratti. E comunque bastava chiedere", dice adesso, sorridendo.

Prende in mano un fascicolo di carte e snocciola una serie di riferimenti. Sono numeri e date che hanno uno scopo preciso: dimostrare che di "quel bando non solo c'era già traccia, ma anche qualcosa di più".

"Lo schema di bando per la raccolta dei Rifiuti Solidi Urbani è stato approvato dalla Giunta (all?unanimità) l?8 gennaio scorso. Il 26 gennaio è stato avviato il procedimento per la pubblicazione, inviando il bando alla Guce (Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea). Per il 7 aprile, addirittura, è già prevista l?apertura delle offerte. Il bando, peraltro, è disponibile sul sito del Comune di Nova Siri, su quello del Ministero dell?Interno, su quello dell?Osservatorio dei lavori pubblici ed è già pubblicato nei quotidiani locali e nazionali. Mi sembra davvero difficile - conclude - che qualcuno possa dire che non ve ne è traccia".

Che bando sarà?

" Un bando quinquennale con una base d'asta da 750 mila euro e tante novità, prima tra tutte un forte aumento della raccolta differenziata porta a porta, che mi auguro di portare fino al 50 %, con grandi vantaggi per la comunità?.

In che senso?

Andiamo in una direzione molto innovativa. Sulla base del bando sarà il comune il proprietario dei rifiuti. Tutto il ricavato dal conferimento della differenziata nei centri di raccolta, perciò, sarà a beneficio delle tasche dei cittadini. In relazione alla quantità di differenziata, il mio auspicio è quello di arrivare addirittura ad abbattere la tassa per le fasce a basso reddito.

Anche perché i cittadini hanno già dovuto subire un aumento?

E' esatto, ma c?è una novità anche su questo. Quella di aumentare la Tarsu è stata una scelta sofferta, dovuta alla difficoltà di controllare le spese di conferimento in discarica. Con il nuovo bando il problema è risolto all'origine: si stabilisce, fin dal principio, che il costo di conferimento è a carico della ditta e non più del comune.

In quel volantino, inoltre, Lei era stato chiamato in causa personalmente, tacciato di menefreghismo in relazione alla presenza di amianto sul territorio.

"L?irregolare smaltimento di rifiuti speciali, tra i quali l?eternit, è comportamento criminale, incivile e pericoloso per la salute pubblica. Il Pd farebbe bene a ricordarlo, non limitandosi a sciocche e futili speculazioni politiche. Consci che la sola repressione, pur legittima e auspicabile, non risolve il problema, abbiamo anche avviato un programma di monitoraggio del territorio al fine di prevenire il fenomeno, che prevede la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti individuati da parte di ditte specializzate, incaricate dal Comune, le quali hanno già inviato preventivi per un costo di circa cinquemila euro, che andranno, purtroppo, a gravare sulle tasche di tutti i cittadini, colpevoli di avere concittadini che scaricano sulla comunità i loro problemi di smaltimento. A tal proposito nel bando è prevista anche una campagna di informazione e sensibilizzazione a spese della ditta appaltatrice. Come si fa a parlare di menefreghismo?

Sul volantino c?è un altro spunto destinato a far discutere. E' un'allusione, neppure troppo implicita, all'eccesso di burocratizzazione del V Settore (Polizia Municipale), che finirebbe per bloccare l'attività di alcuni amministratori.

Qui c?è una grave mancanza di rispetto nei confronti dei dipendenti comunali. Per il Pd di Nova Siri (o almeno per coloro che si riconoscono in questa cultura), evidentemente, il rispetto delle regole è un pesante fardello che frena l?azione amministrativa, di cui si può e si deve fare a meno. E allora mi permetterei di invitare il Pd ad una prova di coraggio: dica pubblicamente chi, come e quando è stato ostacolato da un dipendente del Comune di Nova Siri nello svolgimento di funzioni istituzionali, compresi quelli del V settore.

Risponderà alla sfida l?opposizione, portando riscontri definiti sulle allusive, ma pesantissime, accuse.

Articolo pubblicato su Il Quotidiano della Basilicata del 21 febbraio 2010
22/2/10, ROTONDELLA - PESCOPAGANO 1-1 »»
ROTONDELLA - PESCOPAGANO 1-1
La Gazzetta del Mezzogiorno.itNOVA SIRI. Una partita decisamente sfortunata per il ?Rotondella, che nel primo tempo crea tre belle occasioni ma non concretizza, mentre gli avversari vanno a segno con un calcio piazzato. La prima buona occasione è per Ripa, al 14?: fa fuori tre avversari, ma il tiro finale viene ribattuto dall?attento portiere Briolo. Al 27? il gol ospite: punizione dalla trequarti, batte Tumillo e Nicastro di testa manda alle spalle di G. Salerno, mentre tutta la difesa è in bambola. Il solito difetto del ?Rotondella, che comunque reagisce. Al 31? Fella manda di poco fuori da buona posizione. Al 41? è preciso il cross di Toscano per la testa di Santarcangelo, ma Briolo non si lascia sorprendere. Prima di andare al riposo è sfortunato Tarantino: il suo pallone colpisce l?interno del palo e finisce nelle mani di Briolo. I padroni di casa riescono a pareggiare nella ripresa, al 30?, con un bel gol di Santarcangelo.

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Proverbi


Ed eccola qua la novità che vi avevamo promesso, una applicazione Facebook realizzata dallo staff di Rotundamaris.net per scoprire (quasi per gioco, come si usa fare sul noto social network) i vecchi detti e proverbi di Rotondella.
"Proverbi Rotondellesi" questo è il nome dell'applicazione, raggiungibile da qui, realizzata prendendo spunto dai proverbi contenuti nella raccolta "Rittàte e Cose Cusèdde", a cura del Centro Comunale Pensionati di Rotondella.


Cucina Tipica

Ricettario I piatti tipici di Rotondella sono "i frizzul'" con la mollica e i pastizz.
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Cosa Visitare


La chiesa parrocchiale Santa Maria delle Grazie è stata costruita alla fine del 1500 ed aperta al pubblico nel 1587. Una chiesa inizialmente dalle dimensioni modeste che era costituita dalla sola navata centrale, più corta di quella attuale.Nei primi anni del 1600 fu completata con la costruzione delle cappelle laterali, finanziata da alcune famiglie rotondellesi. Sorse per opera del Cantore Don Geronimo Stigliano, dei suoi familiari e di tutti i cittadini di Rotondella. La chiesa fu ingrandita tra il 1750 e il 1755 perché insufficiente per la popolazione; il progetto fu redatto dall’architetto Domenico Faggiani. L’ampliamento consistette soprattutto nel portare avanti la facciata che in origine era allineata al campanile. Allora la popolazione la dotò di un organo e di un orologio situato in una piramide con cui finiva il campanile. Il campanile fu ricostruito nel 1802 nella stessa forma, ma danneggiato dal terremoto del 1857 fu privato della piramide e dell’orologio. Nella chiesa avveniva la sepoltura dei cadaveri, nel 1832 risultò insufficient
e a causa delle epidemie, per questo la sepoltura fu fatta nel convento fino alla costruzione del Camposanto, avvenuta all’ inizio del nostro secolo.  Leggi tutto




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